Piede diabetico tra ospedale e territorio: percorso di diagnosi e cura attivo presso Pineta Grande Hospital
Negli ultimi anni i progressi nelle tecnologie diagnostiche e terapeutiche rivolte alla cura del diabete mellito hanno condotto ad un significativo miglioramento dell’aspettativa di vita dei pazienti diabetici.
Il maggiore carico della patologia diabetica è senza dubbio legato allo sviluppo delle complicanze croniche:
il diabete mellito si associa infatti ad un elevato rischio di cecità per lo sviluppo e la progressione della retinopatia diabetica, ad un alto rischio di insufficienza renale cronica, fino agli stadi più avanzati richiedenti il trattamento emodialitico, alla polineuropatia sensitivo motoria e alla neuropatia autonomica, e alle patologie crdiovascolari come la cardiopatia ischemica,
l’ arteriopatia cronica degli arti inferiori e l’ arteriopatia dei tronchi sovraortici.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità prevede un importante incremento nel numero di soggetti diabetici nei prossimi anni, fi no ad arrivare a circa 380 milioni di pazienti nel 2025.
Una delle complicanze più temibili ed invalidanti è senza dubbio rappresentata dal “piede diabetico”.
È essa una sindrome nella quale neuropatia, ischemia ed infezione compartecipano allo sviluppo di complesse alterazioni anatomo-funzionali del piede che possono esitare nell’amputazione dell’arto inferiore. L’Organizzazione Mondiale della Sanità e l’International Diabetes Federation si
sono posti come importante obiettivo la riduzione del tasso delle amputazioni del 50%.
In tal senso, la migliore strategia d’intervento individuata deve comprendere la prevenzione, l’educazione del paziente, il trattamento multidisciplinare delle ulcere del piede e uno stretto controllo metabolico; tutto ciò deve avvenire mediante creazione di specifici protocolli diagnostici e terapeutici e di tutte le professionalità necessarie.
Il piede diabetico è un problema economico di proporzioni rilevanti, specie nel caso in cui esiti nell’amputazione dell’arto poiché ciò comporta prolungati periodi di ospedalizzazione e di riabilitazione, nonché maggiore necessità di assistenza a domicilio e, spesso, per accesso ai servizi sociali.
Circa l’80 – 85% delle amputazioni non traumatiche degli arti inferiori sono oggi eseguite in pazienti diabetici, e la presenza di una ulcera del piede, la cui prevalenza è pari a 0.6 – 0.8% ne è il fattore predisponente più importante.
La percentuale di pazienti con diabete che presentano una patologia del piede al momento della diagnosi è pari a circa il 18-20% e questa percentuale risulterà poi raddoppiata a distanza di 10 anni.
Il 12-15% dei pazienti con diabete sviluppa lesioni ulcerative degli arti inferiori, di queste: il 40% ha una genesi ischemica esclusiva, il 35% mista, neuro – ischemica, il 15% neuropatica, mentre il 10% è dovuta a infezione locale.
È quindi necessario riconoscere precocemente le diverse problematiche ed impostare tempestivamente il più adeguato trattamento.
Nei Centri che si sono specializzati nella cura del piede diabetico è stata rilevata infatti una riduzione significativa del numero di amputazioni maggiori.
È necessaria a questo punto una considerazione fondamentale:
il piede diabetico è nella maggior parte dei casi la punta di un iceberg, al di sotto della quale coesistono un insieme di altre patologie, legate direttamente o meno al diabete, che necessitano a loro volta di essere curate contemporaneamente al piede.
La perdita di un arto peggiora drammaticamente la prognosi del paziente, infatti fi no al 70% degli amputati muore entro 5 anni dall’amputazione.
Tutto questo rende il diabetico con ulcera del piede un paziente particolarmente complesso e fragile.
Presso il Pineta Grande Hospital, l’Unità Operativa Complessa di Chirurgia Vascolare ed Endovascolare diretta dal Dott. Rosario Mancusi coordina un percorso diagnostico-terapeutico per la diagnosi e cura del piede diabetico ed il trattamento delle ulcere degli arti inferiori con lo scopo di accompagnare il paziente dalla diagnosi fino alla guarigione.
Al fine di garantire un intervento integrato e multidisciplinare, nell’erogazione delle cure presso l’Unità Operativa di Chirurgia Vascolare, a seconda della complessità del problema, vengono coinvolte competenze specialistiche di branche diverse come per esempio quelle ortopediche, chirurgo-plastiche, infettivologiche, diabetologiche, riabilitative, chirurgiche vascolari, tutte specialità presenti e regolarmente accreditate presso il Presidio.
Il paziente indirizzato dal territorio afferisce all’Ambulatorio del “Piede Diabetico” dove il chirurgo vascolare ne imposta immediatamente, in collaborazione con le altre figure specialistiche del team (diabetologo, ortopedico, podologo, tecnici ortopedici, chirurgo plastico, fisioterapisti), il percorso terapeutico più idoneo (rivascolarizzazione, chirurgica del piede, calzatura da prevenzione primaria o secondaria, trattamento podologico e riabilitazione), con successivi controlli ambulatoriali o con il ricovero per garantire tutte le cure necessarie e specifiche ad ogni singolo paziente che viene cosi preso in carico dal momento della diagnosi, attraverso le cure specialistiche richieste, gli interventi necessari sino alla completa riabilitazione.
Un’efficace attività di prevenzione e cura deve essere eseguita e monitorata in ogni sua fase da una rete di professionisti del settore in grado di fare squadra al fine di contrastare una patologia che puo’ pregiudicare notevolmente anche le più semplici attività della vita quotidiana. Il percorso diagnostico-terapeutico attivo oggi presso il Pineta Grande Hospital rappresenta una possibilità per i pazienti diabetici di accedere in tempi rapidi alle cure necessarie potendo contare su un gruppo di lavoro composto da diabetologi, chirurghi vascolari, angiologi ed anestesisti esperti in terapia del dolore ed in terapia iperbarica, radiologi, ortopedici e chirurghi plastici.
Sorgente: Dott. Rosario Mancusi.
